Arti orafe di Sicilia: Orazio De Maria, l’artista dell’oro


La Sicilia è terra di meraviglie, affascinante per le innumerevoli caratteristiche che la contraddistinguono per le sue innumerevoli pagine di storia che intersecandosi, fondendosi, hanno dato vita a nuove storie e nuovi stili.

Una terra ricca in ogni suo aspetto, una vera mirabilia capace di offrire infinite primizie.è qui che si trova da tempo immemore una pregiatissima qualità di corallo, un ambra purissima, una pietra povera e ostile, la pietra lavica che per sua superba natura riesce a tramutarsi in gioiello e dove le arti popolari artigiane offrono un repertorio ricco al punto tale da essere a tutt’oggi rivisitato e fruito.

Il corallo ha storia antica, da sempre oggetto di culto di popoli del mediterraneo.

La fortuna di questo prezioso antozoo, comunemente noto come corallo, è remotissima legata a miti e leggende, ad esso si attribuiscono origini mitologiche che lo vogliono nato dal sangue della testa recisa della Gorgone, di cui conserverà i prodigiosi poteri,il corallo vanta una storia antica che lo vede protagonista nei vari secoli.esaltato e ricercato per le sue infinite proprietà terapeutiche, scaramantiche, curative, apotropaiche, propiziatorie, come talismano d’amore o addirittura come afrodisiaco. 

Nella nostra tradizione religiosa vuoi per il colore rosso vuoi per quella superficie striata come da venature, il corallo assurge valore cristologico diviene simbolo del sangue salvifico di cristo e divenire talismano cattolico amuleto, tanto da essere costantemente raffigurato nelle immagini relative Gesù bambino a partire dal XV secolo. In Sicilia questi aspetti si rafforzano al punto tale da divenire elementi decorativi ossessivi nella produzione di oggetti di corallo o rappresentanti lo stesso, lungo tutto il XVII secolo si assiste ad una spasmodica realizzazione di oggetti relativi ogni settore dal sacro al profano dell’oreficeria all’arredo. 

Le suore dei monasteri specie quelli claustrali erano abilissime ricamatrici con corallo, celebri i paliotti d’altare delle chiese oggi conservati presso il museo Pepoli di Trapani,ma la committenza poteva essere anche laica.

L’uso eccessivo strettamente legato alle proprietà attribuite ad esso ne hanno causato la quasi estinzione. ancora oggi il corallo conserva nell’immaginario collettivo tali peculiarità pertanto risulta ancora oggi molto richiesto.

Decido di incontrare, per saperne qualcosa di più un affermato orafo siciliano, attivo nel catanese, Orazio De Maria è nel panorama siciliano uno dei più apprezzati orafi specializzati anche nella pulitura e nella lavorazione del corallo.

Oggi il corallo è divenuto oggetto di lusso sia per gli artigiani che per gli acquirenti data la rarità del prodotto consapevoli dei costi e del tempo di lavorazione.il nostro artista orafo inizia ad affacciarsi al mondo dell’oreficeria a dodici anni, affascinato dalla forma del cannello( attrezzo che fonde i metalli). inizia il suo apprendistato presso bottega di orafi siciliani a diciassette anni decide di trasferirsi a Firenze per apprendere l’arte dell’incisione e a cesello e la lavorazione dell’antico.

La fusione della cultura siciliana con quella fiorentina ne caratterizzeranno lo stile.

Autodidatta creativo e versatile sfrutta con sapienza la conoscenza dell’antica tecnica incisoria che gli concede le basi necessarie per aprirsi all’inventiva e all’originalità con disinvoltura. Rientrato in Sicilia apre il suo laboratorio, che oggi vanta una notevole clientela d’elite. 

La nostra chiacchierata inizia subito parlando del corallo, egli mi afferma che la prima volta che incontrò un corollaro fu ad Alghero, da cui apprese l’arte del taglio del corallo e gli elementi necessari per riconoscere il grezzo. “io vedo già dentro il corallo,e lo lavoro affinchè diventi ciò che è”, mi dice con trasporto, me ne confida peculiarità e debolezze, differenze quali ad esempio il fatto il corallo siciliano, è privo di macchie, liscio e compatto nella superficie, il nostro corallo di Sicilia è da secoli riconosciuto fra i più pregiati e belli del mondo insieme a quelli di Alghero e Bosa, come testimoniano i tesori di ineguagliabile bellezza pervenuti fino a noi, 

Oggi la raccolta del corallo è monitorata e fortemente limitata per consentire una ripopolazione della locale barriera corallina. Per Orazio De Maria il mercato del corallo oggi si differenzia fra coloro che sono principalmente attratti dal corallo poichè sostanza organica dalle molteplici proprietà, altri che intravedono nei pezzi incisi un investimento come si trattasse di opere d’arte.

Il corallo ancora oggi esercita un forte carisma, emana sempre la sua forza simbolica che non ha risentito del passare dei secoli divenendo a tutt’oggi fra i gioielli più ricercati nel panorama mondiale.

Oltre al corallo è peculiarità di Sicilia la pietra lavica, rigida, spigolosa, apparentemente ostile all’uomo e alla terra che grazie all’inventiva e all’abilità dell’uomo diviene anch’essa pregiato oggetto di lusso. La fascia ionico-etnea dell’isola è caratterizzata da questo minerale, che viene utilizzato in ogni ambito del vissuto locale.

Il nostro orafo riguardo alla pietra lavica in oreficeria precisa immediatamente che bisogna distinguerla fra nuova e secolarizzata, la pietra lavica secolarizzata può essere tagliata, quella nuova è più versatile nella lavorazione.

Orazio De Maria ha ceramizzato la pietra lavica più vecchia e dunque più dura, sottoponendola ad alte temperature e a sperimentazioni con pigmenti versati su di essa ne ottiene una fusione  che determina un tutt’uno. alle alte temperature la pietra si rigenera modificandosi fusa con nuove pigmentazioni e tonalità assumendo così connotati del tutto differenti da quelli originari che combinati con le leghe preziose dell’oro ne fa nascere un vero e proprio gioiello. L’alta temperatura la riporta al suo stato originario, quello fluido e ciò consente la possibilità di modularla a piacimento, larga e ricercata e la produzione di questi originali oggetti, e De Maria si afferma nel mercato con indiscussa originalità e successo donandogli valore e significato essendo essa strettamente legata alla storia di Sicilia, egli ne fa elogio rendendo amabile, bello e prezioso cio che la natura offre sotto forma ostile, quasi caustica.

Tipica della Sicilia è l’ambra del Simeto, oggi di estrema rarità, quasi del tutto estinta, e considerata anch’essa una pietra dai poteri benefici, si tratta in verità di una resina semifossile naturale, allo stato grezzo, estremamente morbida che il tempo genera dalla resina di un albero che viene a depositarsi sul letto del fiume che attraverso un processo lungo milioni di anni ne consente la formazione. oggi quasi del tutto estinta a causa della trasformazione del letto del fiume Simeto e della quasi estinzione delle piante capaci di secernere la resina da cui sono formate. il valore di mercato dell ambra del Simeto, vuoi anche per l’ormai rarità e piuttosto elevato.

in ultimo ma non certo per importanza e la lavorazione della ceramica in Sicilia nell’ambito della oreficeria. la ceramica e uno dei tratti distintivi dell’arte artigiana e popolare dell’isola, presente da sempre nella nostra tradizione isolana vanta una prestigiosa lavorazione anche nell’oreficeria. anche se si tratta essenzialmente di un materiale povero  e di uso comune, essa acquista valore e bellezza. la tradizione nei secoli passati l’ha utilizzata soprattutto per raccontare le storie appartenenti alla nostra cultura agricola, popolare, ai racconti dei cantastorie fino alle più celebri vicende dell orlando furioso.

Orazio de maria consapevole del valore storico sposa la ceramica con l oro e le pietre preziose in un connubio di estrema eleganza e femminilità, il tutto imbevuto di simboli relativi alla tradizione locale.i pezzi da lui realizzati dettano moda.

In quanto finora detto si evince principalmente che l’artigianato è spesso il settore più consapevole e custode geloso di antiche tradizioni di culture, di cui vanno difese le caratteristiche e le peculiarità storiche per proteggerle da una globalizzazione tendente a cancellare e omologare, piuttosto che esaltare e conservare le differenze territoriali culturali e storiche.

Bello e vedere come ancora nel chiuso di una bottega di oreficeria un giovane artista dell’oro e dei preziosi si muova con disinvolta creatività fra il nuovo e l antico fra la storia e il futuro e lo fa attraverso una esperienza forgiata sul campo per carpirne differenze, caratteristiche, similitudini, questa è arte poiché risiede il genio creativo dallo studio e dall’amore per ciò che lo circonda e per una terra contraddetta ma estremamente affascinante e poliedrica. Ogni pezzo che De Maria realizza, forgiato con il fuoco dell amato cannello deve essere unico, irripetibile, una piccola pagina di storia di Sicilia, per domani.


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