Benedetto Poma


È sempre un’emozione  particolare quella che provo tutte le volte che descrivo l’arte di Benedetto Poma. Importante protagonista della scena pittorica siciliana, il nostro è una personalità dal grande talento grafico e pittorico che sente sin dalla più giovane età la necessità di esprimere e soddisfare il proprio  genio artistico studiando e formandosi nella nostra terra di Sicilia assorbendone sapori e odori, colori e tradizioni, gusto ed eleganza.

L’energia, la luce, i colori, sono gli aspetti primari dell’arte di Poma, tanto che egli stesso afferma di creare “trappole per la luce”, quella luce che tutto rivela, svela, ricrea. La luce si sposa con l eccellente qualità del disegno,il quale è padre di tutte le creazioni del nostro.

La scelta di rappresentare le meravigliose architetture barocche sono un eccellente riprova del suo talento grafico in cui la cura verso il dettaglio e il particolare non sono una smania di perfezionismo, ma la pura espressione del suo genio, i ghiribizzi, le volute, le tortili colonne che svettano fra fogliame e capricci di pietra bianca, sono articolate tra giochi di luce e ombra, ma se in epoca barocca il buio prevaleva per essere squarciato da lampi di luce, qui tutto è svelato da una calda luce abbagliante che  rievoca le calde giornate estive di Sicilia, dove anche l’aria è ferma catturata da quei bagliori.

Non bisogna però annoverare l’arte di Benedetto nella pura e semplice raffigurazione di un nobile passato, poiché egli non intende affatto riproporre nostalgicamente cio che è stato, ma piuttosto si fa cronista dell’oggi, del presente, narratore del quotidiano in cui quelle architetture pullulano di vita. esse sono ricontestualizzate da quelle ampie campiture di colore caldo, rosso purpureo, viola, arancio, in cui l’artista rivela anche un’anima informale. Sarà per le passioni che lo hanno entusiasmato sin da giovanissimo, fra i grandi maestri del passato Leonardo da Vinci lo ossessionerà a tal punto da disegnarlo infinite volte, da questi sviluppa la cura del particolare, il dato psichico, il piglio scientifico. Giovanni Bellini, lo affascina per la dinamica impaginazioneprospettica e la perizia nel costruire attraverso il colore, lo attira il colore il colore materico e brillante di Klimt, la pop art americana di Andy Warhol e l’espressionismo tormentato e carnale di Egon Schiele.

Se esaminiamo ad esempio  la sua opera con particolare di Palazzo Biscari, si puo ben dire che esso è il frutto di questa miscellanea di stili. Da sempre affascinato dalla poliedrica figura di Ignazio Paternò Castello principe di Biscari, per la sua straordinaria competenza artistica il suo interesse verso le antiche rovine greco romane riaffiorate dopo il disatroso terremoto del 1693, in cui per altro si attivò per unainimmaginabile rinascita della citta di Catania,c onferendogli quel meraviglioso aspetto che ancora oggi ammiriamo. Nella costruzione del suo splendido palazzo, nel cuore di Catania il principe da sfoggio della propria lungimiranza e della propria grandezza.

Proprio qui Benedetto cattura la luce poiché quei volumi barocchi, il concavo e il convesso, i ghiribizzi sono il luogo ideale in cui la luce può compiere il suo ruolo fenomenico, creare i volumi, rivelare la Bellezza.Questo scorcio di mirabile perfezione stilistica è invaso da ampie campiture di colore disposte geometricamente, che richiamano alla memoria le geometrie  cromatiche di Mondrian. 

Una delle qualità nella poliedricità di questo straordinario protagonista del nostro tempo è quella di essere riuscito a creare un perfetto equilibrio tra presente e passato, tra storia e contemporaneità, in cui egli espleta un puro atto d’amore alla sua terra, alla vita, al creato, al tempo che vive.

Carmen Bellalba


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