Giuseppe Patanè


Giuseppe Patanè nasce a Mascali l’otto Aprile 1960. Formatosi al Liceo Artistico di Catania, viene affascinato dal mondo della moda, dove opera con discreto successo, mettendo a tacere per lungo tempo la sua straordinaria vena artistica la quale salta fuori per puro caso in un ambito tutto privato.

Seppur da pochi anni entrato nel palcoscenico delle arti visive, Giuseppe Patanè manifesta da subito carattere facendo riconoscere il suo talento e la sua personalità artistica con determinazione e senza sbavature. Accolto immediatamente dalla critica nazionale ottiene importanti riconoscimenti fra cui il Premio delle Arti e della Cultura edizione 2016 dal critico Carlo Franza, viene apprezzato da Achille Bonito Oliva, il critico Giorgio Gregorio Grasso lo vorrà ad esporre nel suo padiglione per l’Expo Milano 2015, in ultimo, in ordine cronologico, la partecipazione alla Biennale di Venezia 2017 e l’esposizione di cinque opere della sua Tauromachia nella fabbrica del maestro Fabio Fornasier di Murano.

In Tauromachia il fattore dominante è l’energia, un’energia esplosiva tutta concentrata nella poderosa figura del toro, che campeggia protagonista in quasi tutte le tele. Esso domina la scena, ora carico di forza, ora stanco, appesantito, sconfitto. Aiutato da una tavolozza accesa, ma dalle campiture uniforme e compatte nel fondo, sviluppa ulteriormente la carica possente dell’animale che si muove all’interno del suo spazio, quasi trattenuto per non oltrepassare i limiti della tela. La luce si infiltra nitida ad esaltare i volumi, a svelare lo sguardo dell’animale e definire i contorni, mentre suggerisce soltanto quello spazio indefinito e incerto in cui si muove, ora in un acceso inarrestabile dinamismo, ora sfocato perché finito, compiuto, sopraffatto.

Tauromachia è la metafora dell’uomo in eterno conflitto con se stesso e con il mondo che lo circonda, in essa sono espressi tutti gli stati d’animo umani legati alla terra. Così come nel mito del Centauro, metà uomo e metà animale, in cui proprio nella metà animale si espletano le pulsioni più carnali, la passione, il vigore, il dominio, la lotta, la forza. 

Giuseppe Patanè, artista dalla personalità versatile e geniale, compone le sue opere con materiali estremamente semplici e a mani nude, attraverso linee purificate, essenziali, per non distrarre lo spettatore da ciò che accade. È la forma a sedurlo e la linea incornicia il suo pensiero. Seppur giovane nella scena artistica, Giuseppe Patanè si muove con disinvoltura e carattere attraverso uno stile in continua evoluzione ma tutto suo, sempre curioso verso ciò che lo circonda. I grandi maestri della prima avanguardia sono la sua fonte d’ispirazione, ad essi si deve la scarnificazione degli scenari, le ampie campiture piatte, i tagli netti. Rigettando così tutta la forza nella forma che tutto contiene e che genera alchimia.

Carmen Bellalba


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