Franco Battiato è sicuramente un indiscusso, eclettico protagonista del panorama musicale e culturale internazionale, che da decenni calca a buon diritto le scene dettando legge in diversi settori, siano musicali, artistici, editoriali.Il maestro siciliano infiamma l’animo non solo per la sua celebre poetica musicale, ma disarma con il suo modus vivendi, con la sua pace interiore contagiosa, affascinante che è il frutto di anni di lavoro su se stesso.forse è questo che più di ogni altro resta dopo un lungo colloquio con il cantautore siciliano, ritornando profondamente mutati arricchiti, svuotati prima e poi riempiti, positivamente congedati e consapevoli che se si è GRANDI non è un caso fortunato, e Franco Battiato GRANDE lo è, infinitamente.

Maestro, lei è nella scena culturale italiana da diverso tempo ormai, poliedrico, interessato, curioso.
Prima di raggiungere la notorietà con i meritati traquardisi sarà sicuramente trovato di fronte a delle sfide, quali?

Non ho dovuto affrontare sfide vere e proprie, sono arrivato a Milano all’età di diciannove anni nel mese di dicembre, era tale la mia determinazione di andar via dalla Sicilia che persino la nebbia fitta che vi trovai mi sembrò meravigliosa,volevo lasciare questa terra dove tutto è lamentela...non sapevo ancora nemmeno che sarei diventato un musicista.

Qual era la sua ambizione?
Niente, andar via dalla Sicilia.

I ricordi della sua infanzia sono legati a due meravigliose figure: sua madre e sua zia, che anch'io ricordo accanto a lei, quanto queste hanno influito in lei maestro?
Mia madre era la donna siciliana di quegli anni lì, non solo, papà è mancato presto, la tradizizione siciliana di quegli anni era quella, la gente dimentica ma gli uomini o mancavano presto o migravano o navigavano pertanto le donne prendevano il comando della situazione facevano da madre e da padre, ma una cosa ho sempre trovato grandiosa in quelle donne, che smettevano completamente con il sesso, ed era interessantissimo, era un mondo matriarcale dedicato esclusivamente alla prole alla famiglia, nella mia faceva da spalla mia zia,era una sarta ed aveva da dodici a quindici allieve, ragazze molto sveglie ricordo,in queste tipiche case siciliane le cui stanze erano una dietro l’altra e sfociavano in un cortila, quando le porte si lasciavano aperte tu le vedevi lavorare sedute nel cortile, i ragazzi si fermavano ad osservarle ed esse erano spietate nei commenti, elencandone i difetti….

Questa immagine da lei rievocata mi ricorda una scena del suo film “del perduto amor”!
si, infatti è uguale….(sorride)

Sente di dover superare qualche sfida oggi?
Le sfide sono interessanti se sono personali, le sfide al duello lasciamole ad altri tempi….
se tu come essere umano non sfidi il tuo carattere hai rovinato la tua esistenza, molti dicono sono fatto così non posso farci niente, bhe in quel caso vuol dire che non hai capito nulla se sai che sei così devi cambiare!

Lei maestro è sempre stato in continua evoluzione
Sì, senza dubbio, è dal 1970 che lavoro su di me stesso.

Maestro lei ha sempre avuto una grande apertura verso il mondo e le civiltà:
Non è semplice curiositàma consapevolezza che la vita è e deve essere un’avventura meravigliosa, invece mi accordo che a poco a poco anche a causa di forze contrarie sta imbrutendo, banalizzandosi,se non si lavora in senso opposto per bilanciare questo disastro non si potrà raggiungere nessun risultato positivo. il 95% degli uomini non si è mai posto domande,non sa perchè vive, non sa niente di niente,Cosa succede dopo la morte, dove andiamo?
quando un bambino ha circa due anniè ancora fresco della vita precedente ed è molto più interessante di come diventerà a poco a poco a causa delle strutture che lo imprigioneranno, un bambino nel ventre materno soffre moltissimo, e quando nasce affronta un viaggio nello spazio, quel bambino ha migliaia di anni. io lavoro su questo.

Quanto mi ha detto adesso è presente in molte sue canzoni.
Si evince da sempre che lei è alla ricerca dell’infinito in senso spiritualee lo dimostra quanto mi ha appena detto,quale religione lei ha abbracciato?

Mi sono abbeverato a tutte le fonti oggi direi esclusivamente buddismo tibetano, poichè secondo me sono loro che stanno diffondendo la verità.
è vero che ho iniziato con il cattolicesimo,ma l’ho abbandonato molto presto, negli anni ‘70 mi sono avvicinato al misticismo indiano, poi è arrivato il Sufismo, ho frequentato l’istituto islamico di Milano,diciamo che ho avuto influenze da tutte le parti.
Ultimamente sto realizzando un documentario sulla morte che sto per finire, mi occorrono ancora alcuni mesi per il montaggio, per questo studio mi sono recato a katmandù in Nepal lì ho incontrato il gota del misticismo tibetano, mi auguro di diffonderlo presto anche se so che non tutti lo accetteranno, ma io sento di farlo.

Nella sua brillante carriera c’è ancora qualcosa di intentato?
Ho fatto di tutto non mi manca niente.

Secondo lei artisticamente parlando c’è un erede di Battiato?
Sinceramente non è qualcosa che mi interessa ma certo qualche influenza l’ho lasciata. Ho però un pubblico che mi segue da parecchio e devo dire che il rapporto con loro è culturalmente molto elevato, è uno scambio di opinioni di idee di pensieri anche sul divino.come artista e personaggio pubblico sento di avere un compito.
molti miei fan sono giovanisssimi e spesso manifestano la difficoltà di comunicazione con chi gli sta vicino, nella mia musica si ritrovano ed è stato così per diverse generazioni, del resto anche io alla loro età seguivo la musica di Elvis poiche in lui ritrovavo di piu del mio modo di essere.

Maestro arriviamo adesso al mondo dell’arte, la sua poliedricità la portata a cimentarsi anche in ambito pittorico, perchè?
Ho iniziato a dipingere perchè avevo un handicap che non accettavo.

Mi riesce difficile crederlo.
Eh sì, quando andavo al liceo l’insegnante mi dava sempre uno,per me era inaccettabile, essendo che già a quattordici anni suonavo la chitarra feci uno scambio con il compagno di classe piu bravo in disegno gli accordi delle canzoni americane in cambio di un disegnoegli mi fece davvero un bel disegno su cui io intervenni per non insospettire l’insegnante...e bene riuscì a rovinarlo ma presi tre più!!
comunque come succede a quelli che dicono che sono stonati...io sostengo che nessuno lo è, poichè quando il cervello riceve una nota, la riceve ed è quella,vuol dire allora che nella trasformazione tra ricezione ed emissione c’è un problema.questo per me non può succedere e l’ho capito su di me….anche per l’arte.
io avevo deciso di passare tre anni senza lavorare e dedicarmi alla pittura, sono stati i tre anni più belli ma anche i più brutti, i più belli perchè li ho trascorsi come ozio greco, ma quando dipingevo una sofferenza totale.

Perchè?
Proprio in riferimento al principio suddetto, se ad esempio osservavo una mattonella di maiolica mi accorgevo chiudendo gli occhi e riaprendoli di essere ancora lontano dal conforme sulla tela.
io ho iniziato a dipinngere per dar prova che potevo corregere questo mio limite,sono stati anni intensi, di duro lavoro, i miei amici mi incitavano a lasciar perdere…
sono di questi anni la teiera, i dervish, è stato allora che ho capito che mi ero sbloccato.

Ha mai realizzato un suo autoritratto?
Si, uno solo, clamoroso, solo di schiena!

Cosa ne pensa dell’arte contemporanea, odierna?
Sono affascinato da molti artisti, fra tanti il nostro Piero guccioni, ma per il resto non mi sento di esprimere giudizi,dato che spesso si tende a banalizzare l’arte.

Rimanendo sempre su questo tema, maestro si denota immediatamente nelle sue tele una forte influenza mediorientale, che tutto sommato sembra trasporre in immagini quanto riecheggia nelle sue canzoni,le sue figure,bidimensionali, fortemente caratterizzate somaticamente dall’area araba, si stagliano su fondo oro, arabeschi, finte pareti in maiolica, tutte di forte ascendenza sufi.
Certo noi siamo stati dominati dagli arabi per lungo tempo, ed io ogni volta che mi recavo in medioriente ritrovavo ambientazioni e personaggi identici al nostro contesto siciliano, in poche parole u zù turi, u zu pippu….(ride…)diciamo comunque che la mia fonte d’ispirazione è il sufismo, esso corrisponde all’occidentale spiritualità francescana, il rapporto armonioso con la natura...

Qualcuno ha detto che ognuno di noi ha un luogo d’origine ma che esso spesso non corrisponde al luogo in cui si è nati... qual è il luogo di Battiato?
In questo momento dove sto, sto benissimo, ma è vero però che da anni seguo un principio determinante, nessun attaccamento, a nessun luogo, a nessuna persona per un raggiungimento dell’unità spirituale, questo non vuol dire diminuire l’affettività, ma il distaccamento terreno è una mia meta.

Io personalmente l’ho sempre considerata un guru, vuoi per questa pace che si sprigiona da lei…
(sorride prima di rispondere) è determinante se non arrivi a questo non puoi fare un passo, i miei compagni di viaggio sono le nuvole, il cielo, le rose..Dunque l’universo è entrato dentro di lei… il concetto di Dio per Franco Battiato?
Per me? Inarrivabile, le zone intoccabili, le ascese, i buddisti tibetani vivono la trasposizione del corpo che viaggia alla velocità della luce, da ciò noi siamo ancora molto lontani, a tal proposito ho scritto tanti libri.

In una sua celebre canzone lei cantava “cerco un centro di gravità permanente”... lo ha trovato questo centro?
Con passi graduali, sì, ci sto arrivando.