Benedetto Poma: Il Silenzio di Dio


Il silenzio di Dio (di cui vediamo il bozzetto preparatorio) è un tributo alla città di Caltagirone. Trapela dal bozzetto tutta l’intenzione del nostro artista (anche se è in fondo una peculiarità di Poma) di raccontare in un’unica ambientazione scenica, attraverso composizioni modulari e articolazioni spaziali
che seguono un ordine tematico e cronologico, luoghi e tradizioni storico-culturali che hanno determinato l’identità civile della città di Caltagirone.

In un’atmosfera senza tempo, scevra da qualsiasi condizionamento che possa portare ad affermare è oggi!! oppure si tratta di un tempo lontano, in una
dimensione che può essere vissuta in ogni tempo perché comunque lo contiene. È attraverso l’utilizzo di una composizione spaziale piramidale che Poma stabilisce le gerarchie, organizza lo spazio, gestisce i volumi con una svettante veduta di scorcio che immediatamente ci proietta in quella dimensione sacra, sublime, seppure convivente e non separata, che si staglia al centro della scena, punto nevralgico della narrazione. Una veduta invece dall’alto verso il basso ci consente di ammirare le sommità di alcuni dei monumenti più belli della città. Al centro la chiesa di San Francesco d’Assisi con il suo bel campanile svettante e il suo possente tamburo, segue a destra la chiesa di Maria S.S. del Monte e infine la chiesa madre dedicata a San Giuliano. Di quest’ultima Poma utilizza alcuni particolari degli elementi architettonici per creare la quinta scenica, su cui si trovano le immagini sacre. Dall’elegante nicchia che sovrasta l’immagine della Vergine Maria, a quel lacerto decorativo architettonico che chiude l’impianto scenico sull’estrema destra. In basso un lungo fascione di maioliche, ripreso dalla celebre scalinata della città, fa da cerniera fra lo spazio dipinto e lo spazio reale.

L’intera opera si concentra su quelle figure presenti al centro di cui oggi tratterò solo l’immagine della Vergine Maria che tiene in braccio il bambino Gesù, essa è ripresa dalla celebre opera lignea dei fratelli “Vaccaro” della fine del XVIII sec., oggi custodita nel Museo Diocesano di Caltagirone. Al centro l’antico sigillo in ceralacca che rimanda all’opera del fiammingo Van Der Stockt, ma di questo si tratterà più avanti. Poma, attraverso la sua magistrale capacità narrativa, scompone per ricomporre al fine di narrare, attraverso un’opera del passato,
il nostro presente, conferendo un ulteriore significato iconografico che rientra nella dinamica letteraria dell’opera stessa. Ma di questo si farà menzione più avanti.


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